Archivio per la categoria 'assicurazioni e assicurati'
Donne, non ci discriminate più, almeno nelle assicurazioni.
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Prima c’era in detto donne al volante pericolo costante, poi sono arrivate le polizze di assicurazione auto personalizzate, in particolare on line, che si sono accorte che le donne, piu’ prudenti, erano meno onerose da assicurare. E sono cominciate a fioccare le promozioni e gli sconti per la polizza di assicurazione rosa, ora basta. Leggi tutto..
Polizza Viaggi e Vacanze , Generali ! Assicurazione,Assicurazioni
Pubblicato da francesco
Un tempo le vacanze,i viaggi, erano un bisogno secondario, oggi non è più cosi ed ecco che diventa importante proteggersi con una polizza anche durante il tempo libero, persino nel Leggi tutto..
E la Sicurezza Stradale diventa virale…..
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Dialogo Digital Brief e’ il concorso online di Dialogo Assicurazioni lanciato su su Zooppa.it, ha premiato gli utenti creativi che si sono cimentati nella creazione di video virali sulla sicurezza stradale. Sono tanti i video del Dialogo Digital Brief che meritavano di vincere, e la scelta è stata decisamente ardua. Leggi tutto..
Assicurazioni auto in Campania: Caldoro “giù le tariffe”.
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Giù le tariffe assicurative in Campania: serve equipararle a quelle delle altre regioni, videosorveglianza e più parcheggi. E’ quanto il candidato governatore del centrodestra Stefano Caldoro ha detto incontrando i rappresentanti campani dell’Aci. A chiedere una presa di posizine sulla vicenda Rca sono stati gli esponenti dell’automobil club italia: i cittadini campani e in particolare a Napoli pagano le tariffe più alte d’Italia.
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Polizze vita, gennaio ancora da record.
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| assicurazioni e previdenza 25/02/2010 |
| Polizze vita, gennaio ancora da record. |
La raccolta premi vita è cresciuta del 91% rispetto a un anno fa, dice l’Ania. Bene i prodotti vita tradizionali, ma sono in ripresa anche index e unit linked.
Polizze vita, gennaio ancora da record.
E’ quasi raddoppiata, rispetto a un anno fa, la raccolta delle assicurazioni vita in Italia. Secondo i dati diffusi dall’Ania, l’associazione delle imprese del settore, nel mese i premi sono ammontati a 5,8 miliardi di euro, il 91,1% in più rispetto al gennaio 2009. Quasi triplicata, ma si parla di cifre decisamente più modeste, la raccolta delle imprese dell’Unione europea che operano in Italia, arrivata a 330 milioni: contando anche questi, pero’ la crescita del settore arriva al 94,4%.
La parte del leone l’hanno fatta gli sportelli bancari e postali, che da soli hanno raccolto premi per 4,5 miliardi, il 78,5% in più rispetto a un anno fa. Ma il tasso di crescita maggiore è per i promotori finanziari che nel gennaio 2010 hanno collocato 674 milioni di premi dai 90 milioni del gennaio 2009.
Dal punto di vista dei prodotti, si conferma il successo delle assicurazioni tradizionali, le cosiddette rivalutabili, che hanno pesato per 4,4 miliardi, in crescita di oltre il 90% rispetto a un anno fa. Bene anche le unit linked, legate a fondi di investimento, cresciute di oltre il 110% a 489 milioni, e le index linked, indicizzate, che hanno raccolto 600 milioni di premi, con un aumento del 165%. Dopo una crisi di sfiducia legata da un lato alle vicende Lehman e banche islandesi (che hanno fornito i sottostanti di alcune polizze index) e al cattivo andamento dei mercati finanziari (che ha penalizzato le unit), i sottoscrittori sono tornati insomma su questi prodotti, anche se la sicurezza delle polizze tradizionali resta in testa alle preferenze.
Fondi pensione aperti e Pip (piani individuali previdenziali) hanno raccolto 34 milioni, con un aumento del 27,7% su gennaio 2009.
Il boom del ramo vita non accenna dunque a rallentare. Il 2009 si è chiuso con una raccolta complessiva di 59 miliardi, il dato più positivo nella storia del mercato. E il 2010, se il buongiorno si vede dal mattino, promette di fare decisamente meglio.
Autore: Cristina Conti
Fonte: http://www.lamiafinanza.it/default.aspx?c=14&s=14&t=1&a=11573
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Automobilisti italiani? I peggiori d’Europa.
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MILANO – Italiani alla guida, un vero disastro. Sono gli stessi italiani a fare autocritica sul loro modo di guidare e a confermare la pessima reputazione che si sono guadagnati tra i guidatori stranieri. Direct Line, compagnia di assicurazione auto online, ha reso noti i dati di una ricerca commissionata dal suo Centro studi e Documentazione a Nextplora sulla guida degli italiani, chiedendo loro come si considerino rispetto ai guidatori stranieri e in quali Paesi europei si guidi peggio.
Purtroppo l’Italia ha ottenuto il primato negativo su tutti i fronti. Il 48% degli intervistati è convinto che il paese europeo con i guidatori peggiori sia proprio l’Italia, seguita a distanza dalla Grecia (20%) e dalla Spagna (8%). Analizzando i risultati più nel dettaglio, vediamo che il 35% pensa che i nostri connazionali guidino un po’ peggio, ma ben il 17% è convinto che gli italiani guidino decisamente peggio. Esiste invece un 25% che è tutto sommato meno critico e afferma che gli italiani alla guida siano tanto quanto il resto d’Europa.
Proviamo però a vedere le cause che portano alla pesante autocritica. Al primo posto gli italiani lamentano nei propri connazionali il modo pericoloso di guidare (45%) seguito dalla distrazione al volante (39%), causata per esempio dall’uso del telefonino o dalle chiacchiere con il passeggero. Il 30% ritiene che gli italiani abbiano una guida un po’ troppo spericolata e addirittura 34% è convinto che sia l’arroganza il principale motivo di questo triste primato (che arriva al 40% se gli intervistati sono uomini). Le donne invece imputano la fama di cattivi guidatori più alla velocità con cui guidano i connazionali (26%) e alla distrazione (43%).
E’ invece proprio l’universo femminile che riconosce, per il 43%, di guidare meno bene rispetto agli automobilisti degli altri paesi europei. Tuttavia non si può neanche dire che la nostra fama sia cambiata negli anni. Una ricerca sempre effettuata da Direct Line nel 2003 a livello europeo infatti rilevava gli stessi problemi: gli italiani erano considerati i guidatori peggiori d’Europa. Commenta Barbara Panzeri, direttore marketing Direct Line: «Possiamo prendere come aspetto positivo il fatto che gli italiani, dai dati emersi dalla nostra ricerca, sono consapevoli di avere ampi margini di miglioramento alla guida e probabilmente questo potrebbe favorire un progressivo miglioramento della sicurezza sulle strade. I comportamenti virtuosi alla guida, d’altronde, premiano sempre, non solo in fatto di reputazione ma anche in fatto di sicurezza e minori costi sociali. Una strada lunga ma certamente da percorrere».
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Assicurazione.it: Solo 7 italiani su 100 si assicurano per l’assistenza stradale.
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Quando gli italiani restano in panne.Secondo Assicurazione.it e TNS Italia oltre 6 milioni di guidatori chiedono aiuto anche solo per cambiare una ruota. Gli uomini chiamano gli amici e le donne il fidanzato, mentre più di 600 mila automobilisti hanno pagato un carro attrezzi, ma l’assicurazione li avrebbe fatti risparmiare.
Milano, 16/02/2010 (informazione.it – comunicati stampa) – Il tempo inclemente di queste ultime settimane ha causato non pochi disagi agli automobilisti italiani, ma loro sono in grado di affrontare l’imprevisto? Secondo l’indagine commissionata a TNS Italia da Assicurazione.it, comparatore leader del mercato RC Auto, pare di no. Può sembrare strano, ma basta una ruota a terra e oltre 9 milioni di italiani non sanno cosa fare.
Nonostante la necessità di cambiare un pneumatico sia un caso piuttosto frequente (a ogni patentato capita in media fra le 2 e le 3 volte nel corso della propria “carriera automobilistica”) un quarto dei guidatori italiani dichiara di non essere in grado di sostituire una ruota bucata (il dato sale al 44% se si considerano solo i neopatentati) e fra chi si è trovato a doverlo fare, oltre sei milioni hanno chiesto aiuto.
Se gli uomini in panne si rivolgono soprattutto agli amici (74% degli intervistati), le donne chiedono aiuto prevalentemente al partner (47%) o ad altri automobilisti di passaggio (29%). Quasi un milione e mezzo, infine, quelli che sono stati costretti a ricorrere a un carro attrezzi e la metà di loro lo ha dovuto pagare di tasca propria, spendendo solo per la chiamata fino a 90€. Eppure assicurandosi sarebbero bastati meno di 4 centesimi al giorno per non avere problemi.
“La copertura aggiuntiva dell’assistenza stradale è sottoscritta da appena il 7% degli automobilisti italiani”, ha commentato Alberto Genovese, CEO di Assicurazione.it, “probabilmente il motivo risiede in una conoscenza poco approfondita delle garanzie accessorie. Bastano 15€ di aggiunta sul premio RC per avere l’assistenza completa per un anno. ”
Ma quali sono le zone e le professioni d’Italia più previdenti? Può non sorprendere scoprire che negli ultimi 12 mesi il più alto numero di polizze per l’assistenza stradale è stato sottoscritto nelle regioni in cui lo scorso anno si sono avute le nevicate che hanno causato i maggiori inconvenienti.
Se, come ha dichiarato Genovese, il dato nazionale è del 7%, in alcune regioni cresce in maniera sostanziale; in Lombardia si arriva al 13%, in Piemonte al 10% e in Valle d’Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Liguria si supera l’8%. Puglia (1,9%), Campania (2,3%), Sicilia (2,7%) e Calabria (2,9%) le regioni meno propense a sottoscrivere questo tipo di copertura.
A livello nazionale non sembrano esserci grandi differenze fra uomini e donne (6,9% gli uomini che sottoscrivono la polizza di assistenza stradale, 7,5% le donne), sembra invece che mettere la fede al dito renda più previdenti. A confermarlo il dato del 7,5% degli sposati che, per non rischiare di trovarsi impreparati davanti a un guasto della propria auto, si assicura. I single si preoccupano di meno e solo il 6% di loro aggiunge alla polizza RC auto l’assistenza stradale.
Sempre secondo l’analisi dei dati, le categorie professionali che hanno sottoscritto il maggior numero di polizze per l’assistenza stradale sono stati i dirigenti (9.45%), i medici (8.90%) e gli impiegati (8.23%). Chi proprio sembra non curarsi di questo tipo di copertura sono gli ecclesiastici. Solo lo 0.5% dei preti al volante ha stipulato un contratto di assicurazione per l’assistenza stradale, ma il dato muta se si guarda ai religiosi che guidano nelle metropoli italiane; a Milano si sale al 3%, a Roma, addirittura, al 13%. La Divina Provvidenza, forse, non abita in città.
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La crisi mette ko anche la salute: 1 italiano su 10 rinuncia alle cure mediche.
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La crisi, oltre a sentirsi nel portafoglio, sembra anche toccare la parte più importante della nostra vita: la salute. Stando a un ultimo sondaggio svolto da Altroconsumo in Italia, Belgio, Spagna e Portogallo, 1 italiano su 10 dichiara di avere difficoltà a saldare i conti medici di prima necessità, tra questi in particolare quelli con i dentisti.
C’è da sottolineare però che la crisi tende a sentirsi maggiormente in Italia, dove purtroppo sono poco diffuse le assicurazioni sanitarie. A tal proposito i cittadini vengono chiamati a mettersi le mani in tasca e pagare.
La spesa annua per la salute è pari al 14% (circa 273 euro a persona in media). Ma nel 50% dei casi, molto spesso i cittadini si indebitano o chiedono un prestito per saldare il conto con il proprio medico, spesso rinunciando persino a mangiare o addirittura ad avere un riscaldamento in casa.
I più esposti al rischio di indebitamente o insolvenza sono le famiglie con malati cronici, quelle con un solo genitore lavoratore e in generale le famiglie che abitano al Sud.
Autore: Elisabetta Paladini
Fonte: http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?24915
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Assicurati poco soddisfatti.
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05.02.2010 L’indagine internazionale di Accenture sul Vita.
Gli assicurati italiani sono tra i meno soddisfatti del mondo, secondi solo al Giappone.
Secondo la ricerca “Accenture Life Insurance Customer Satisfaction 2009″, di cui «Plus24» pubblica in esclusiva i risultati, solo il 20% del panel promuove a pieni volti la propria compagnia (contro la media del 34%).
«Nel settore Vita, anche a causa della forte crisi internazionale, il livello di soddisfazione ha subìto una forte flessione – spiega Andrea Poggi, partner di Accenture responsabile consulenza strategica per Italia, Grecia, Russia, Europa dell’Est e Medio Oriente -. I consumatori che possiedono assicurazioni sulla vita, in particolare in Italia, restano fedeli alla propria compagnia, non perché sono soddisfatti del servizio, ma piuttosto perché si sentono scoraggiati dalle procedure di passaggio ad altri gruppi».
Dall’indagine risulta che i clienti che si servono di bancassurance sono più soddisfatti di quelli del canale tradizionale.
E anche così si motiva il dato del mercato francese dove la bancassicurazione è molto diffusa e dove oltre il 50% dei clienti si considera soddisfatto.
Mentre sul dato americano, altrettanto positivo (49% di soddisfatti), ha inciso il fattore relazionale, particolarmente vincente in un momento di crisi.
La ricerca, che ha riguardato 10 settori industriali e coinvolto 5900 consumatori (2500 sul Vita) appartenenti a 14 paesi, ha dimostrato un basso livello di soddisfazione per il servizio offerto: i clienti del settore assicurativo sono quasi all’ultimo posto rispetto agli altri business, con il 34% di clienti soddisfatti, contro il 41% dei clienti di telefonia mobile e dei fornitori di servizi internet.
Nel Vita il livello di soddisfazione risulta più alto nei Paesi emergenti: India, Messico e Cina che hanno una media del 47%.
Nonostante la scarsa soddisfazione in pochi cambiano. Gli assicurati hanno un tasso di switching (passaggio da una compagnia all’altra) tra i più bassi rispetto agli altri 10 settori industriali analizzati.
Negli ultimi 6-12 mesi solo il 25% di essi ha cambiato il proprio fornitore (per scadenza contrattuale, passaggio alla concorrenza o stipula di contratti aggiuntivi).
Lo scenario. Per il prossimo anno la propensione allo switch sarà ancora più bassa (18% la media dei 14 paesi oggetto dell’indagine) con l’Italia che si attesta leggermente sopra la media (22%).
«La ricerca dimostra che esiste però una maggior volontà al cambiamento rispetto al numero di persone che hanno effettivamente operato questa scelta», aggiunge Luigi Onorato, senior manager Accenture.
Secondo l’analisi, i consumatori stanno cercando migliori accordi e si sentono più forti per passare ad un altro operatore.
Il 46% dei potenziali acquirenti di assicurazioni sulla vita sembra molto più intenzionato che in passato a cercare di selezionare offerte migliori, anche se questo significa lasciare l’attuale fornitore.
Quasi un quinto (18%) dei consumatori sta pensando di cambiare il proprio mix di fornitori durante i prossimi 6-12 mesi, anche aggiungendo uno o più compagnie.
La ricerca ha inoltre evidenziato che un’efficiente strategia sui prezzi, una solida relazione e una grande esperienza con i clienti rappresentano le leve chiave per migliorare la customer retention e l’acquisizione di nuovi clienti.
In Italia ci troviamo quindi in un momento molto delicato.
Da un lato il Vita sta vivendo un periodo d’oro, con raccolta che cresce a ritmi sostenuti, dall’altro gli assicurati paiono più propensi rispetto al passato a valutare di cambiare compagnia.
«In uno scenario in cui prevale ancora l’insoddisfazione ed esiste una potenziale volontà di cambiamento, la vera sfida per le compagnie sarà quella, non solo di conservare i clienti, ma anche di acquisirne di nuovi con le più opportune offerte e soluzioni di servizio», spiega Poggi.
«Per le compagnie assicurative tradizionali, in particolare, sarebbe bene sfruttare ora anche leadership nel business danni investendo nella relazione consolidata con il cliente per offrire le soluzioni vita che garantiscano livelli di sicurezza e protezione in linea con lo scenario attuale», spiegano ad Accenture.
Tra le variabili a cui il cliente diventa più sensibile c’è il rapporto prezzo qualità: una vera novità rispetto al passato, in particolare per il settore Vita.
Federica Pezzatti
IL SOLE 24 ORE
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